artigiano delle moto

Per parlare del “maestro” non potevamo scegliere migliori parole di quelle usate da Federico Garbin, in un suo articolo su INMoto.it: “Ma non è una storia la sua, è un quadro dipinto sotto ai nostri occhi. Ci parla di metallo, di leghe leggere. Di Impressionismo, il punto di incontro fra romanticismo e realismo che trova nelle sue creazioni una forma moderna, e solo un po’ più prosaica, di arte. E lavora davanti a noi una lastra di alluminio che diventa il fianco bombato di un serbatoio, in pochi istanti, intervallati solo dal battito di un martello. Intorno c’è tutta una vita: serbatoi, forcelloni, progetti, quadri: “non butto via niente”, ci dice. Per fortuna, pensiamo. L’officina di Umberto è un luogo della memoria, un covo in cui la sua mente fervida cerca stimoli e redenzione, allontanando per quanto possibile quei cieli oscuri che abbiamo visto incombere nei suoi dipinti recenti. Con il dolore ci puoi lottare, ma ci devi soprattutto convivere; allora tutto, lavoro, ricordi, progetti, si mischiano in una biografia che è al tempo stesso magnifica e tremenda. Che non si può tacere, e non ci tace. Siamo andati ad intervistare un personaggio, abbiamo trovato un Uomo, dei più umani.